restauro CONSERVATIVO

Il restauro effettuato per gradi può diventare una faccenda infinita. Per l'impegno che richiede, la macchina deve essere presentabile anche a restauro non ultimato, perchè chi esegue il restauro possa compiacersi degli obbiettivi raggiunti.

Si può partire da un primo intervento conservativo, ossia che dia la possibilità di usare il veicolo e quindi di dargli un senso e di poterlo far giungere al momento di interventi più profondi. restauro

Nella fattispecie se il veicolo non passa la revisione per le profonde ferite indotte dalla corrosione deve essere sistemato al fine di consentirgli la circolazione per far si che con uno scopo non si confonda con i rottami. Per questo motivo nel 1986 ricostruii con lamiera zincata alla piegatrice del Nonno parti del telaio e della carrozzeria. Il sistema allora usato consisteva nell'impiego massiccio di Antirombo per nascondere le differenze tra vecchio e nuovo e per cercare di limitare l'avanzata della ruggine. Gli interventi riguardarono in maniera massiccia la paratia che orpita i cardini degli sportelli dell'autista e del passeggero, unico vero tallone d'achille di ogni LAND ROVER. La carrozzeria in alluminio AVIO anodizzato oro, surplus della cessata produzione di aeromobili al cessare del conflitto, se trattata bene, è praticamente eterna, ma la paratia che sostiene i parafanghi anteriori, gli sportelli, sterzo e cruscotto, in gergo BULKHEAD, è uno scatolato di ferraccio eternamente soggetto a ristagni di umidità, ed è rarissimo trovarne uno in buone condizioni anche tra vetture più giovani. La fase durò alcune settimane per la difficoltà di ricrearerestauro 001 (Modificata)

ogni pezzo su misura, ogni particolare che si integrasse con il vecchio, soluzioni differenti per porzioni differenti. L'intervento interessò anche la creazione di uno sportello sul tetto per poter utilizzare nuovamente una curiosissima apertura presente in origine, ma chiusa alla bene meglio in ere precedenti. Uno dei particolari che mi  ha appassionato è quello della somiglianza tra lo smontare e rimontare queste macchine e il giocare con le costruzioni: da una SERIE ad un'altra, con differenze di decine di anni, i pezzi si equivalgono molto, è tutto imbulonato, non servono attrezzi speciali, basta non perdere il filo.... Questo  purtroppo è il principale motivo che rende difficilissimo ripristinare l'originalità di un veicolo di questa razza perchè negli anni, ogni proprietario, ogni tipologia di utilizzo ha lasciato un segno indelebile nella struttura dello stesso, al punto da rendere indistinguibile l'originale dal castom. Per questo motivo alla base di ogni restauro è indispensabile una buona dose di documentazione, cosa che mi è mancata fino al 1993, quando con l'acquisto di un veicolo radiato al fine di reperire pezzi di ricambio ho ereditato restauro 002 (Modificate (2))il manuale d'officina originale del TERZA SERIE che mi ha svelato come profondamente in venti anni queste macchine non siano cambiate di una virgola. In precedenza ho avuto enormi difficoltà a reperire anche le più elementari parti meccaniche perchè (da bravo principiante mi sono rivolto al ricambista ufficiale LAND ROVER) il concessionario Rover di zona non seppe indicarci che tipo di vettura potesse essere non rientrando in nessuna di quelle elencate nei documenti in suo possesso. La macchina l'ho comunque rimessa in strada, e l'ho riverniciata completamente (usando come forno la stanza che oggi ospita la mia camera da letto) dopo aver pazientemente rimosso strati e strati di moquette e bostik che rivestivano ogni centimetro dell'interno della carrozzeria. Con la carrozzeria in ordine ho partecipato al mio primo raduno che mi ha aperto gli orizzonti, facendomi capire che tipo di veicolo avevo sistemato.

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